Le elezioni parlamentari del 24 maggio potrebbero segnare una svolta per la politica cipriota. In un contesto segnato da scandali di corruzione, aumento del costo della vita e crescente sfiducia verso i partiti tradizionali, i sondaggi indicano un forte avanzamento delle forze anti-establishment e dell’estrema destra, aprendo una nuova fase di frammentazione politica nell’isola mediterranea.
Sebbene il sistema politico cipriota – quello della Repubblica presidenziale – attribuisca il potere esecutivo al presidente della Repubblica, il voto parlamentare rappresenta un test politico cruciale per Nikos Christodoulides, eletto presidente nel 2023 con il sostegno di una coalizione trasversale. Un indebolimento dei partiti che lo sostengono potrebbe infatti complicare la costruzione di future alleanze e influenzare già da ora gli equilibri in vista delle elezioni presidenziali del 2028.
Secondo i principali istituti demoscopici, il Raggruppamento Democratico (DISY | PPE), partito del presidente, e il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL | Left), storico pilastro del sistema politico cipriota, restano in testa, ma entrambi sono lontani dai risultati del passato. Le previsioni attribuiscono a ciascuno circa il 20% dei consensi, confermando l’erosione del tradizionale bipolarismo che ha dominato la vita politica del Paese negli ultimi decenni.
A beneficiare del malcontento diffuso è soprattutto il Fronte Popolare Nazionale (ELAM | ECR), il partito di estrema destra cipriota che potrebbe affermarsi come terza forza parlamentare con oltre il 10% dei voti. Nato come formazione marginale e a lungo associato all’organizzazione neonazista greca Alba Dorata, ELAM ha progressivamente normalizzato la propria immagine politica attraverso una strategia di rebranding e un’espansione del proprio bacino elettorale.
Con slogan nazionalisti come “Cyprus First”, una forte retorica anti-immigrazione e posizioni conservatrici sui diritti LGBTQ+, il partito mira oggi a esercitare un ruolo centrale nella formazione delle future alleanze parlamentari. Gli analisti ritengono che il suo peso potrebbe risultare decisivo anche nell’elezione del presidente del Parlamento, figura che rappresenta la seconda carica istituzionale più importante del Paese.
Alle scorse elezioni parlamentari, nel 2021, il DISY aveva ottenuto il 27.77% dei consensi, seguito da AKEL con il 22.34%. A dividerli dal 6.78% di ELAM c’era il Partito Democratico (DIKO | S&D) con l’11.29%. Oggi, secondo i sondaggi, faticherebbe a raggiungere il 10% dei consensi.
Parallelamente, emergono nuove formazioni politiche che cercano di intercettare la crescente domanda di rinnovamento. Tra queste spicca Cittadini per Cipro (ALMA | Renew), il partito fondato dall’ex revisore generale Odysseas Michaelides, diventato noto negli ultimi anni per le sue campagne contro la corruzione e la cattiva gestione della spesa pubblica.
Michaelides fu rimosso dall’incarico nel 2024 dalla Corte costituzionale suprema, che definì un “comportamento inappropriato” l’uso costante dello spazio pubblico e dei social media per attaccare altri funzionari statali, nonché il linguaggio duro che poco si sposava con il suo ruolo “super partes”. Oggi si presenta come simbolo della lotta contro l’establishment politico e i sondaggi attribuiscono al suo movimento tra l’8% e il 10% dei voti, segnale di una crescente insofferenza dell’opinione pubblica verso le istituzioni tradizionali.
Per la prima volta, parteciperà alle elezioni parlamentari il partito transeuropeo Volt, che propone un’agenda progressista e federalista europea. Alle scorse elezioni presidenziali, il partito si presentò a sostegno di Constantinos Christofides, rettore dell’Università di Cipro, con il movimento New Wave e ottenne l’1.6% delle preferenze. Oggi, grazie anche all’apporto in Parlamento di Alexandra Attalides, eletta con il Movimento degli Ecologisti (Eco | Greens) e passata allo schieramento transeuropeo nel tardo 2023, è previsto dai sondaggi che superi la soglia di sbarramento, attestandosi tra il 4% e il 5% dei consensi.
Anche il movimento Democrazia Diretta (DD | NI) guidato dall’eurodeputato e youtuber Fidias Panayiotou potrebbe ottenere un risultato significativo. Panayiotou aveva già sorpreso il panorama politico europeo nel 2024 conquistando un seggio al Parlamento europeo correndo in solitaria, grazie alla propria enorme popolarità sui social media.
Il movimento propone una forma di politica partecipativa basata sull’utilizzo della tecnologia e sul coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali. Pur mantenendo posizioni ideologicamente fluide, DD sembra attrarre soprattutto giovani elettori e cittadini delusi dai partiti tradizionali.
A uscire dal Parlamento sarebbero due partiti storici: il Movimento dei Socialdemocratici (EDEK | S&D) e il Movimento degli Ecologisti (Eco | Greens), che avevano rispettivamente ottenuto il 6,72% e il 4,41% alle scorse elezioni parlamentari. Con loro, anche Schieramento Democratico (DiPa | Renew), che si è fatto forza di un 6.10% dei consensi in questa legislatura, non dovrebbe superare la soglia di sbarramento.
Secondo diversi osservatori, il voto cipriota riflette una tendenza più ampia che attraversa numerosi Paesi europei: il progressivo indebolimento delle tradizionali appartenenze ideologiche e la crescita di movimenti post-ideologici costruiti attorno a figure mediatiche, campagne anti-corruzione o piattaforme populiste.
Negli ultimi anni la fiducia dei cittadini ciprioti nelle istituzioni è stata profondamente scossa da una serie di scandali, tra cui il controverso sistema dei “passaporti d’oro”, che consentiva a ricchi investitori stranieri di ottenere la cittadinanza cipriota attraverso investimenti economici. A ciò si aggiungono l’aumento del costo dell’energia e le difficoltà economiche che colpiscono ampie fasce della popolazione.
Per molti analisti, il rischio principale è quello di un parlamento sempre più frammentato e privo di chiari riferimenti ideologici. Una prospettiva che preoccupa apertamente anche parte dell’establishment politico. La presidente del Parlamento Annita Demetriou, esponente del DISY, ha recentemente dichiarato di “rabbrividire al pensiero di chi potremmo avere nel prossimo Parlamento”, riferendosi all’ascesa delle nuove forze politiche.
Al di là degli equilibri parlamentari immediati, il voto del 24 maggio potrebbe dunque rappresentare l’inizio di una profonda trasformazione della politica cipriota, destinata a ridefinire alleanze, leadership e priorità del Paese nei prossimi anni.

